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10.10.04
Italiane poco soddisfatte
L'universo femminile in Italia lamenta una vita sessuale poco appagante. Problemi di coppia, disturbi di salute, e paura a confidarsi: sono questi i principali problemi che non permettono alle Ragazze Italiane di vivere bene la propria sessualità.
A rivelarlo è
un'indagine realizzata da Swg su un campione di 1001 donne, d'età
compresa tra i 20 e i 55 anni, e commissionata da Novo Nordisk,
azienda che opera nel campo della salute e della ricerca.
Solo il 5,1% delle intervistate dichiara di considerare
soddisfacente la propria vita sessuale. E sono le giovani tra i
20 e i 24 anni quelle che lamentano in particolare un elevato
grado di insoddisfazione.
Qual è allora la chiave della felicità sessuale?
Per la maggior parte delle intervistate (62,3%) - e tra loro le
più esigenti risultano essere le over 40 - il contributo del
partner è fondamentale, in quanto è solo attraverso una
perfetta armonia con lui che riescono a raggiungere una vita
appagante. Ma non c'è solo il mancato idillio di coppia a creare
problemi alle donne. Infatti tra le cause dell'insoddisfazione
figurano anche problematiche di carattere prettamente sessuale:
disturbi nel raggiungimento dell' Orgasmo (41,3%) o del Rapporto Sessuale (38,8%), e disturbi
legati all Erotismo (32,4%).
"Esiste un'elevata co-morbosità, ossia compresenza di
diversi disturbi sessuali, nelle Ragazze - afferma la professoressa Alessandra Graziottin,
direttore del centro di ginecologia e sessuologia medica del San
Raffaele di Milano- Questa co-morbosità non è solo marcata in
ambito sessuale, ma anche tra i disturbi ginecologici e urologicì".
Infatti, tra le patologie in grado di condizionare negativamente
il rapporto di coppia, oltre la metà delle intervistate
considera abbastanza diffuse le cistiti, vaginiti e altre
infezioni. Tutte caratterizzate da forte dolore, e che tendono a
verificarsi con crescente frequenza dopo la menopausa.
"È possibile migliorare in modo significativo questa
compresenza di problemi ginecologici e urologici - continua la
professoressa Graziottin - con un trattamento estrogenico solo
vaginale, che ha il grande vantaggio di curare questi sintomi. La
terapia vaginale può essere effettuata con creme, ovuli o
compresse ed è fondamentale per tutti quei sintomi che riducono
la qualità della vita delle donne dopo la menopausa".
Esistono però ancora troppi tabù nel parlare di Sesso e sono le donne stesse ad ammetterlo, in quanto
la maggior parte di loro dichiara di sentirsi a disagio a parlare
con le amiche delle problematiche legate ai Rapporti Sessuali (37,8%), così come a
confidarsi con il proprio partner (31,4%), preferendo invece
rivolgersi direttamente al ginecologo (73,7%).
A contrapporsi a questo dato è il significativo livello di
informazione sulle patologie che possono incidere sulla vita
sessuale femminile riscontrato in particolare nelle donne in
menopausa (81,3%) e in quelle che assumono la pillola
anticoncezionale (86,4%).
Su questo aspetto dell'informazione, le donne del Sud e delle
isole risultano meno informate (67,4 %) rispetto alle Ragazze Vergini del nord-ovest e del
nord-est (rispettivamente 82,8 e 84,4 per cento). Riviste
femminili (37,9%) e televisione (32,2%) sono, secondo le
intervistate, le fonti più utili per fornire informazioni
riguardanti la salute e la sessualità femminile.
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Eravamo stati avvertiti che sarebbe arrivato un nuovo responsabile dell'ufficio dove io, Roberto, Alfio e Paolo lavoravamo come disegnatori meccanici, ma mai avremmo immaginato quello che sarebbe successo. Ce lo presentò il direttore, dicendoci: "Ragazzi, questo è l'ingegner Andrea Massotti, mi raccomando, vi lascio in buone mani". L'ingegner Andrea aveva poco più di trent'anni, era di altezza superiore alla media, indossava un abbigliamento elegante ma poco formale, e portava una valigetta di cuoio nero: tutto a posto se non avesse avuto anche capelli biondi lunghi, un paio di tette da urlo, un culo da sogno e lunghe, lunghe gambe fasciate da calze di seta trasparenti, che di infilavano un eleganti scarpe dal tacco a spillo vertiginoso. Vedendola entrare la mia fantasia era partita al galoppo, venti secondi più tardi tenevo le mani in tasca per mascherare una delle più imponenti erezioni che avessi mai avuto. Quando un attimo dopo l'ingegnere si avviò verso la sua scrivania ancheggiando, anche Alfio e Paolo si misero le mani in tasca. Passarono un paio di giorni: noi ragazzi scherzavamo sul fatto di avere una donna così bella e provocante come capo, e, pur stando sempre attenti a non farci sentire, ne parlavamo sempre dando per scontato che fosse una gran troiona. Ci divertivamo a immaginare quello che avrebbe potuto farsi fare da noi tre, ed era inevitabile che, al suo ingresso ci ammutolissimo, lasciando come unica testimonianza dei discorsi fatti i nostri tre cazzi in tiro. La terza sera Andrea ci chiese di fermarci oltre l'orario di lavoro, perché doveva parlarci. Ci fece chiudere la porta dell'ufficio, ci fece tirare le tendine e ci disse di avvicinarsi alla sua scrivania. "Fece un discorso molto semplice: "Ragazzi" ci disse "so di essere una gran bella donna, ma non crediate che sia cretina: so bene di cosa si parla quando esco e mi sono accorta che da quando sono arrivata in ufficio il vostro rendimento è calato drasticamente. Alfio però si era un po' risentito per non averla potuta chiavare, così, non appena avemmo finito di sborrare l'afferrò per i capelli e la fece sdraiare. Roberto le aprì le gambe e Alfio iniziò a raccogliere a manate lo sperma che le imbrattava la faccia e glielo spalmò ben bene sulla fica, facendola godere di nuovo. Poi Paolo prese dalla sua scrivania un pezzo di teflon tornito e glielo spinse su per il culo, facendola gridare e godere come una cagna impazzita. Quando ci fummo rivestiti ce ne andammo, lasciandola ancora tutta impiastricciata di sborra e con quell'affare nel culo.
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Passano i minuti e passano, ma nessun cedimento hanno quei membri, di continuo sollecitati, né lei si ferma a riposare: le rovistano le viscere, le esplorano il cavo orale, le sfondano lutero, alternandosi in quegli orifizi. Si lascia schiacciare accogliendone contemporaneamente due nel suo buco più stretto, immolandolo al sommo piacere che la scuote in un orgasmo, lennesimo che i giovani fratelli le procurano. Indomiti insistono nella loro opera, meritoria agli occhi di mia madre e quando, infine, con un ultimo sussulto, quasi simultaneamente esplodono il loro orgasmo, riceve i loro schizzi di sperma, ingoiandone più che può e lasciando che il resto scivoli sulla sua pelle, che si mescoli al sudore ed agli umori che gli orgasmi le hanno strappato. Esausti, ora, quattro corpi giacciono sdraiati sul tappeto. Lentamente, uno per volta, i tre ragazzi si sollevano, cominciano a rivestirsi, indugiando, di tanto in tanto, in una carezza sulla folta peluria della figa di mamma, talvolta sollecitandole il clitoride. Ancora il maggiore rompe il silenzio: Domani torneremo a trovarti, sai ho invitato degli amici, spero non ti dispiaccia . Saremo una dozzina, più o meno. Non le dispiace e lo testimonia con il sorriso con il quale accoglie la notizia, che è lo stesso che accompagna i ragazzi alla porta, incurante che qualcuno salendo le scale possa notare la sua nudità. Siamo soli, ora, con lei che non sta nella pelle: bacia papà ripetendogli entusiasta quello che laspetta lindomani.
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Mi prese fra le dita affusolate le verga e la sollevò mentre mi leccava i testicoli, poi la sutura nella sua lunghezza. Poi lentamente, in maniera sfuggente sfiorò con la punta della lingua la capella. Quando stavo per sfinirmi diede un affondo ed ingoiò fino in fondo tutto quello che poté succhiando e pompando con foga. Fu inevitabile che mi tornasse alla mente la mia amica del passato ma siccome erano anni che non mi facevano un pompino in assoluto mi sembrò sublime. Quando si accorse che stavo per venire si aggrappo alle palle ed aspettò la piena che arrivò travolgente e che Candido, questo è il nome che daremo al nostro amico, ingoiò fino allultima goccia lasciandomi pulito come dopo una doccia. Ero sconvolto dal piacere, turbato, quasi pentito pensando inevitabilmente a Fortunata, ed inoltre non avevo mai avuto prima di allora nessun tipo di rapporto con un uomo e neanche mi era mai passato per la mente. Dissi a Candido di andare a fare la doccia e che avrei preparato qualcosa da mangiare, nel frattempo. Dopo la doccia venne in cucina, con indosso una camicia pulita sopra un paio di slip neri. Mangiammo e bevemmo del vino bianco ghiacciato, poi lui si alzò per mettere i piatti nellacquaio e poi nella lavastoviglie. Mentre si chinava vedevo i suoi glutei spuntare a metá dal bordo della camicia separati dagli slip che sembravano un tanga. Cominciai a sentirmi di nuovo duro sotto gli ampi calzoncini. Mi alzai e cominciai ad accarezzargli il culo da dietro. Mi prese per mano e mi portò in camera. Trasse fuori dal suo zaino un vasetto. Era una specie di unguento, ci cintinse il mio dito medio e se lo portò allano. Mi fece capire che dovevo spalmarlo e penetrarlo col dito. Quando si sentì pronto si sdraiò sulla pancia e mi attese. Gli appuntai la cappella e, con movomenti millimetrici cominciai piano piano a spingere ma sembrava che il suo buco fosse troppo piccolo per la cupola che voleva entrare. Mi disse di aspettare e con la mano dietro la schiena prese il mio scettro e fece fare un movimento rotatorio alla cappella che si trovò dentro come per incanto. A quel punto ogni resistenza sembrò vinta e piano ma senza arretramenti cominciai a entrare in lui fino a quando non fui dentro fino alle palle mentre con i pollici gli divaricavo i glutei.
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Poi iniziai un movimento di una lentezza estenuante, uscendo quasi fino alla punta e rientrando. I suoi gemiti di piacere mi portarono a leccargli e mordicchiargli il collo e le orecchie. Piano piano aumentai il ritmo, gemeva e godeva sempre di piu fino a quando il ritmo non diventò forsennato per paralizzarmi in uno spasimo mentro gli inondavo il culo di sperma. Anche lì mi tornarono in mente le sublimi impalate che avevo fatto alla mia amica di un tempo ed al piacere che lei ne ritraeva. Candido mi portò sotto la doccia e mi lavò e massaggiò come avrebbe potuto fare una Gheisha. Poi mi strofinò con lasciugamano e mi massaggiò con una crema per il corpo. Ad un certo punto mi fece stendere a pancia in giù e mentre mi massaggiava cominciò a baciarmi la schiena, le cosce, i polpacci, mi leccò i piedi in un modo che mi eccitava da morire. Iniziò a risalire e si stese su di me.Pescò col dito dal suo barattolino di unguento e cominciò a tormentarmi lano, sulle prime la cosa mi irrigidì ma lui continuò fino a vincere la mia resistenza. Piano piano i miei sfinteri si rilassarono e lasciarono entrare il suo dito. Ero ormai intorpidito da tutto quel massaggio e quel rilassamento e quasi non mi accorsi che quello che stava cercando di entrare nel mio intimo non era più un dito. Il balsamo rendeva tutto piacevole e dava una sensazione di freschezza e di untuositá. Piano piano Candido mi stava inculando senza che me ne rendessi conto, e poi ... mi piaceva. Il suo uccello non era grande, non era lunghissimo e non aveva una cappella pronunciata per cui me lo ritrovai dentro senza nessun dolore, anzi, dopo il suo ingresso sentii un irrigidimento del mio che mi sembrò doloroso e senza precedenti. Anche lui mi leccava il collo e fremevo di brividi di piacere. Quando cominciò a stantuffarmi mi eccitò ancora di più ed alla fine quando lo sentii venire non potetti fare a meno di godere anche io. Alla fine dormimmo sfiniti e passò la notte rannicchiato fra mie braccia. In realtá non riuscii ad addormentarmi subito, ripensai al piacere avuto da Candido così simile a quello provato con la mia amica e pensai anche che sarebbe stato bello se anche Fortunata si fosse lasciata andare ed avesse imparato a godere insieme a me di altre delizie che si era e mi aveva negato.
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Tutto di colpo le sembrò squallido e premeditato. Si sentiva insicura e imbarazzata. Le venne da vomitare e cercò il bagno ma non vomitò, anzi. Il bagno le diede un senso di calma come le capitava quando si trovava in riva al mare o al lago o comunque vicino all'acqua. Si guardò intorno, era un bell'ambiente, studiato per "quel" particolare tipo di incontri, con una enorme vasca rialzata, piastrellata con piccole tessere di mosaico in gradazioni di blu alla quale si accedeva grazie a due gradini. Le pareti erano azzurre, da un lato un'ampia doccia che poteva contenere comodamente quattro persone, chiusa da un vetro trasparente e dietro un muretto basso si trovavano i servizi igienici. Uno specchio enorme copriva quasi interamente la parete dove erano alloggiati due ampi lavabi, incassati in un piano di marmo nero screziato di blu. Niente male. D'istinto aprì i rubinetti della grande vasca e lasciò che il rumore dell'acqua la calmasse ulteriormente. Aveva ancora tempo, sospirò e si disse che in ogni modo si meritava almeno di provare un bagno così. Versò del bagnoschiuma nell'acqua che inizio a produrre la più abbondante schiuma azzurra che avesse mai visto. Pensò che non fosse molto ecologico, ma pazienza. Poi trovò delle candele in soggiorno e le sistemò accese tutt'intorno alla vasca. Spense tutte le luci, accese lo stereo, si spogliò e si immerse in quella meraviglia. Dopo un buon quarto d'ora si ricordò perché si trovava lì e pensò che era ora di andare. Usci velocemente dall'acqua e si infilò l'accappatoio, stava asciugandosi quando il suono del citofono per poco non le fece venire un infarto. Il cuore iniziò a picchiare in testa, le orecchie ronzavano, si impietrì e non riuscì più a deglutire. Così dopo tre mesi di quel tormento si era decisa a mandargli una mail nella quale c'era solo un indirizzo, una data e un'ora. Non aveva mai fatto la corte ad un uomo, perlomeno, non in quel modo, ma le sensazioni che la sola vista di lui le procurava erano di un'intensità tale da non potersi descrivere. Le fantasie arrivavano alle stelle e la depressione che le seguiva scendeva fino al centro della terra. Non era amore, questo lo sapeva con certezza, era attrazione, pura e semplice attrazione fisica, ammesso che si possa essere attratti solo dall'aspetto di una persona e non dalla sua mente. Così aprì la porta e lo fece entrare, lui fece appena in tempo a dire "Ciao" con un sorriso un po' imbarazzato, poi prima di richiudere lei disse "Vieni" e prendendolo per mano lo condusse sul divano. Lo fece sedere, si sedette vicino e guardandolo negli occhi gli passò la mano sui capelli corvini lunghi sugli occhi e sul collo, portati con un taglio scalato e la riga da un lato, forse un po' troppo adolescenziale per la sua età, un casco ostentato con un misto di disinvoltura e fastidio, sottolineato dal frequente passarci la mano per scostare il ciuffo dagli occhi. Mentre lo accarezzava l'uomo la fissava immobile, perplesso e indeciso sul da farsi. Lei stette così qualche secondo poi fu come se qualcun altro parlasse al posto suo: "Prima che tu dica qualsiasi cosa ti devo una spiegazione. Non so cosa mi stia succedendo, non ti so spiegare perché non lo capisco neanch'io, so solo che mi stai togliendo il sonno e provo un'attrazione per te come non ricordo di aver mai provato", fece una breve pausa come per riordinare le idee e la stessa persona che non pensava di conoscere proseguì: "Se questo fosse un sogno ora vorrei che tu ti spogliassi e che mi raggiungessi di là, ma se non vuoi conosci l'uscita e in quel caso stai sicuro che non ti importunerò più. Se invece deciderai di rimanere sappi che voglio incontrarti una volta sola, oggi, qui e ora e che c'è un'unica reciproca condizione da rispettare: soddisfare ogni richiesta dell'altro senza rifiutare e senza discutere.
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Inserito il 10.10.04 10:45